Polar for the Masses - #UnaGiornataDiMerda

06.11.14 - posted by c.mcintosh

Cover

La formazione della band viene rinnovata: al fianco di Simone Pass (chitarra e voce) e Davide
Dalla Pria (basso e voce), appare Alessandro Lupatin alla batteria. L’album è stato registrato e mixato in 10 giorni al Sotto il Mare Studio da Luca Tacconi, e masterizzato presso La Maestà Mastering da Giovanni Versari. Il lavoro è uscito esclusivamente in vinile per Tirreno Dischi, il 7 novembre.

Dopo aver pubblicato album internazionali, è arrivato nel 2013 l'album "Italico" con testi in italiano e ritornano con "#UnaGiornataDiMerda". Questo album, come anche il precedente, è caraterizzato dal sarcasmo e dall'ira della band, che inveisce contro il sistema e la società con un rock arrogante, che schiaffeggia senza ritegno chi ascolta.

Dieci tracce accomunate dal rock di carattere dei Polar for the Masses. L'album si apre con "Meccanismo", caratterizzato da una batteria prepotente, chitarra e basso che non stanno sicuramente zitti e un testo arrabbiato che lo accompagna. Poi è la volta di "Cervelli in Fuga", ancora la batteria è forte ma si sentono di più le corde e le voci arrabbiate che non si tirano indietro con le parolacce. In terza posizione arriva la canzone omonima "Una Giornata Di Merda", dove la chitarra fa da maestra alla canzone, oltre alla voce, compresa quelle in falsetto. Il ritmo di questa canzone rallenta un po' dalle prima due, e non tarda ad arrivare "La Provincia", che con la rabbia più profonda parla di un argomento sociale, quale il lavoro. Si passa poi a "Quello che Avevi", che cambia i toni, si addolcisce ma non perde il ritmo. Il rock si fa meno arrabbiato, più triste e malinconico forse, con una chitarra presentissima e una batteria dolce. Tornano ancora arrabbiati con "Stronzi", che riprende i ritmi delle prime tracce e se la prendono con alcune persone con il testo. La chitarra d'apertura di "Dentro il Progresso" accompagna il testo della canzone fino alla fine. Qui la polemica sociale e politica è molto forte, lo dice anche il titolo, per questo motivo il ritmo della chitarra e della batteria creano un atmosfera tetra e angosciante. Poi è la volta di "Mi Hanno Ucciso", una canzone meno arrabbiato, ma non per questo il ritmo cede, anzi continua ad essere incalzante. Con "Non Hai Tempo" il ritmo però cede un po', rallenta e lascia più spazio d'azione alla voce. Si arriva all'ultima traccia con un titolo alquanto particolare, "L'allegra Ballata degli Zombie", un qualcosa che ricorda i Tre Allegri Ragazzi Morti, ma sicuramente solo con il titolo, perchè il ritmo della canzone non ha nulla a che vedere con l'altra band. Ad ogni modo, l'album finisce con una traccia che rallenta i ritmi che lo avevano inizialmente caraterizzato, dà più importanza al testo ma non perde l'aura di rabbia, che è il fattore comune di tutto l'album. 

Tutto nell'insieme non è un album terribile, i testi hanno la loro profondità, ma la musica è un po' monotona, non vi sono grandi variazioni e stando così, le canzoni si possono quasi confondere tra di loro senza nemmeno fare un gran torto. Per una giornata no, è l'ideale da ascoltare, ma non lo trovo un lavoro eccezionale.

Tracklist
1. Meccanismo
2. Cervelli in Fuga
3. Una Giornata di Merda
4. La Provincia
5. Quello che avevi
6. Stronzi
7. Dentro il Progresso
8. Mi hanno ucciso
9. Non hai tempo
10. L'allegra ballata degli zombie

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