Fast Animals and Slow Kids - Alaska

03.10.14 - posted by Annie.Dima

Cover

Premessa: Dovrei scegliere di recensire dischi di band di cui non sono fan, perche' quella che leggerete qua di seguito e' una recensione totalmente non oggettiva di Alaska, terzo Lp dei Fast Animals and Slow Kids.

Alaska che esce oggi, a solo pochi mesi dalla fine del tour di Hybris. Questo LP rappresenta l'ennesima crescita di questi ragazzi.

Vi bastera' ascoltare solo 'Ouverture' per rendervene conto. RealizzereTe non solo quanto questi ragazzi curino ogni minimo dettaglio delle loro canzoni, ma soprattutto quanto Aimone metta tutto se stesso nella stesura dei testi.

Testi, che, gia' dal secondo brano 'Il mare davanti'  risultano tanto belli quanto angosciamenti tristi.
Caratteristica che probabilmente deriva non solo da una situzione personale ma anche da una visione del presente con cui lottiamo ogni giorno. Presente che a volte ci fa avere paura del futuro.

"Non c'e' piu speranza c'e' solo morte" e' il verso che vi rimarra' in testa e che meglio enfatizza questa caratteristica.

"Come reagire al presente" e' invece il terzo brano di questo disco, scelto come singolo che ha scaldato fan e avventori, e' un brano omaggio ai vent'anni, alla paura di finire nel dimenticatoio, alla voglia di celebrare quello che siamo ora senza mai dimenticarcene.

"Coperta" e "Te lo prometto" sono quasi concatenate. Qua vi renderete conto delle ispirazione che hanno portato a questo disco e comincerete a pensare a gruppi anni 90, Emo-core, come I Fine Before you Came.
Apprezzerete anche l'ossimoro tra musica cavalvante e "furiosa" e I testi carichi di passione e disperazione.

"Con chi pensi di parlare" evidenzia invece l'ottimo basso e vede una voce quasi screamo. Per poi chiudersi con un minuto di finta tranquillita' .

"Odio suonare" e' forse il pezzo meno d'impatto del disco, ma vi portera' all'ascolto di "Il vincente" forse il pezzo piu' triste del disco.

Triste, ma allo stesso tempo quello con la musica migliore. La melodia vi coccolera' nonostante le parole che vi faranno pensare e che potrebbero ferirvi.
Rimarette esastiati davanti al vostro stereo, adirittura quasi increduli.

Siete ora al "Grand Final" . Quello su cui probabilmente vi distruggerete nel pogo, che canterete in prima fila davanti ai palchi e che vi ricarichera' dopo una cavalcata di ascolto profonda e emotiva.
Otto minuti di decompressione musicale, in cui potrete elaborare tutto quello che avete ascoltato fino a ora.

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