Kasabian - 48:13

12.06.14 - posted by George

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A dimostrazione del fatto che non voglio passare per il consueto pseudo-critico che spara a zero sulla band di successo ammetto che al primo ascolto "48:13" nuovo, manco a dirlo, attesissimo album dei Kasabian non mi era dispiaciuto. In parte ero rimasto un pochino spiazzato dalla scelta di dedicarsi anima e corpo allo stile maranza che ha il suo apice nel singolo Eez-Eh. Rispetto a "Velociraptor" la band di Leicester ha dunque scelto di amplificare enormemente il suo gusto per basi spinte e atteggiamento da dancefloor, underground o meno a seconda delle latitudini.

Si parte con l'attitudine rave di Bumblebee, voce smaccatamente oasisiana nel ritornello su una base distorta che promette faville live, Stevie che la segue è già un passo indietro o per lo meno è un brano che i Kasabian hanno già scritto suonato e messo dentro praticamente tutti i loro album: questa volta l'operazione di lifting non è riuscita benissimo.

Doomsday è un po' slavata, mentre a lungo andare l'accoppiata Treat-Glass ci convince. Sono due brani secondo me emblema del disco e possono rappresentare bene i motivi per il quale in molti potrebbero storcere il naso di fronte a questo "48:13". Su Treat per me c'è onestamente poco da dire, se non che è degna figlia di Processed Beats con un lungo finale elettronico-strumentale sicuramente coinvolgente, Glass invece è una buona ballad che parte acustica e poi si sposta sull'elettronica che ha il solo debito di durare un minuto di troppo, soprattutto nel finale parlato insignificante. Explodes prova a farci vedere come suonerebbero i Kasabian in una partita a Tron, ma siamo troppo fuori dalle corde della band ed a questo punto l'onda dei tre brani precedenti finisce per stancare.

Clouds fa un po' il paio con Stevie, niente di drammatico però nemmeno niente di nuovo o entusiasmante e finalmente si arriva alla dance di Eez-Eh, singolone paraculissimo che a me non piace, ma che non può che attirare gli apprezzamenti di quel tipo di massa che si dichiara alternativa perchè ascolta i Kasabian (ma potremmo citare una marea di altre band come Muse, Black Keys) senza aver capito che proprio i Kasabian sono oggi quello che erano gli U2 negli anni 90', quindi quanto di meno realmente alternativo esiste. Può piacere il brano però e sicuramente fa ballare: questa era la missione e la missione è riuscita.

Il disco più o meno finisce qui, anche perchè inizia a stancare a lungo andare, Bow non aggiunge nè toglie niente al disco e anche la lenta S.P.S. onestamente non si può nemmeno affiancare ad una Goodbye Kiss per fare dei paragoni facili facili.

Un disco che dunque lascia abbastanza dubbiosi, a lungo andare per me è una bocciatura, anche perchè francamente facciamo fatica a trovare dei brani davvero degni di menzione (esclusa Treat), ma oggi i Kasabian sono uno status-symbol, andare a vederli significa mettersi una spilletta e dichiararsi cool. L'impressione è quella di una band che però ha capito fin troppo bene a che gioco sta giocando e noi, che siamo appunto gli pseudo-critici pronta a sparare a zero, diciamo che tutto questo suona fin troppo finto.

Tracklist:

01. (Shiva)
02. Bumblebeee
03. Stevie
04. (Mortis)
05. Doomsday
06. Treat
07. Glass
08. Explodes
09. (Levitation)
10. Clouds
11. Eez-eh
12. Bow
13. S.p.s.

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