Foo Fighters - Wasting Light

27.02.12 - posted by wvs

Cover

"Sai che c'è? Ho venduto milioni di dischi con la mia band precedente, ne ho venduti altrettant... ehm... qualcosina meno, dai, ma pur sempre milioni con la mia band attuale. Ho fatto sei dischi, ho girato il mondo, collaborato con artisti d'ogni sorta e realizzato quasi tutti gli obbiettivi che una persona normale - nel suo campo - non si sognerebbe neanche di realizzare. Sai che ti dico? Me ne torno nel mio garage, come quando ero un moccioso con un sogno: il ROCK 'N' ROLL!"

No, non le ha dette veramente lui queste cose, però mi piace pensare l'abbia fatto. Perché? Diciamocelo, c'è poco da raccontarla su, Dave Grohl ha ben pochi motivi per non sentirsi realizzato nella vita. Sono vent'anni che raccoglie un successo dopo l'altro, vent'anni che, magari in prima persona, magari come spalla, riesce a lasciare piccole significative e indelebili tracce di se nel mondo della musica. Questo disco ne è l'ulteriore prova. Zero pretese, zero aspettative. Ormai sono una band rodata e, si sa, è difficile aspettarsi grandi cambi di rotta o grosse sorprese. Solo amplificatori a manetta e vene gonfie sul collo. Quindi, se vi aspettate chissà quale disco, tranquilli... è solo rock'n'roll... ma Dio solo sa quanto ci piace!!!

Pur non cambiando rotta, però, qualche novità c'è. Infatti questo lavoro è caratterizzato dal totale abbandono del digitale, cosa voluta fortemente dalla band che, per le registrazioni del nuovo materiale, s'è voluta affidare completamente all'analogico con l'ausilio e la supervisione di Butch Vig, che, non scordiamocelo, tra le altre cose è il produttore di quello che è il best seller anni '90 per eccellenza: Nevermind. Se ci fate caso, nel virgolettato inventato qui sopra, una cosa vera e certificata c'è, e cioè che i Foo Fighters, con il redivivo Pat Smear in formazione (ex Germs, ex Nirvana) alla terza chitarra, hanno veramente scritto e registrato nel garage di Grohl questo loro ultimo disco e l'hanno fatto senza l'utilizzo di computer. Questo ritorno, che definirei tutt'altro che in sordina, regala ai fan di vecchia data una collaborazione ulteriore a quella con ciccio-Smear, infatti, in un pezzo e non in tutto il disco, come nel caso dell'ex Germs, alle quattro corde nella decima traccia del disco, "I Should Have Known", c'è un certo Krist Novoselic. Uno che mi rifiuto di spiegarvi chi è. Se non lo sapete, fuori da questo blog!!!

Wasting Light è quindi un disco interamente registrato in analogico, su bobine di nastro magnetico, alla vecchia maniera, come facevano le vecchie rock'n'roll band anni '70. Il risultato è ottimo. Undici pezzi suonati in maniera impeccabile (anche perché con l'analogico ogni errore è una registrazione da buttare, non esistono i taglia e incolla come con il digitale) per un disco che si lascia ascoltare tutto d'un fiato, con una percezione degli strumenti a dir poco avvolgente e coinvolgente. Durante l'ascolto ci si rende conto che, pur non essendo composto da canzoni di grandi pretese, che certo non peccano di originalità e innovazione, questo lavoro ti entra in testa e non ti molla. Un disco easy, appunto, ma che lascia il segno. Chi non ci fosse già arrivato e vuole arrivarci, si prepari a consumarcisi le orecchie.

Altra piccola curiosità: per chi non l'avesse ancora comprato (e ha intenzione di farlo), vi segnalo che nel booklet del CD, come ulteriore dimostrazione che la band ci tiene a precisare che il disco è stato registrato in un certo modo, c'è un pezzetto di nastro tagliato (penso) da una delle bobine usate per incidere il materiale in studio e che il doppio LP non gira a 33 giri, bensì a 45 per una maggior resa sonora sul piatto. Roba da matti, o semplicemente un feticcio per collezionisti. Decidete voi. Io ne son stato felice.

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