His Electro Blue Voice

02.09.13 - posted by wvs Share

Quando tutto sembra finito, quando ti rassegni all'ennesima cover band degli AC/DC, quando le nuove generazioni per strada ti fan pensare a "come cazzo siamo arrivati a questo punto?" e dalle cuffie di adolescenti, vestiti con capi da duecento euro a capo ma che comunque sanno benissimo come piangere miseria, senti uscire amenità come il nuovo e pessimo rap da classifica e gruppi discutibili che farebbero indignare un sordocieco, ecco, ti fermi davanti a quella fantomatica vetrina, davanti a quel negozio immaginario che non hai mai notato, a cui non hai mai dato peso, ma che nonostante lui sia sempre stato lì, tu hai sempre e solo immaginato di varcare la soglia e riempirti le tasche.

Tutta 'sta meta-stronzata per dire cosa? Nulla di più semplice: quando meno te lo aspetti, le sorprese son sempre dietro l'angolo.

La band di cui vorrei parlare in questo articolo risponde al nome di His Electro Blue Voice e per me è quel 'negozio', la vetrina con i segni del mio naso e della mia fronte. Composta da Francesco Mariani alla voce, Andrea Napoli alla batteria e Claudia Manili al basso, tre elementi nati e cresciuti nella mia città natale (Como), questa band riesce perfettamente a discostarsi dall'immaginario collettivo che gira attorno al concetto di band-indipendente-tipo italiana. Senza troppe pretese, dopo anni di gavetta e sala prove, di critiche da parte degli addetti ai lavori nelle sale di registrazione e di 7" stampati qua e la per diverse etichette indipendenti, i tre riescono a stare alla larga completamente dal cliché punk rock adolescenziale dei più che imbracciano una chitarra elettrica e un basso al giorno d'oggi, per affondare le mani in un genere che in un mercato italiano, abbagliato dalla classifica e dai gruppi pseudo rock che la compongono quali Modà, Negramaro e soci, è pressoché inesistente. Un mix di noise e garage che riesce a ricordare (i paragoni son sempre indegni, ma a volte servono a rendere l'idea) band seminali quali Pixies, Fugazi e Joy Division. Lontani chilometri dal voler trovare frasi ad effetto per fare urlare/bagnare la ragazzina di turno o far sentire 'intellettuale' il pirla palestrato che li cita sui social network e lontani anni luce dagli arrangiamenti che rendono la classifica uno scempio, il loro suono risulta un mix sgraziato ma efficace di urla e strumenti distorti che, nonostante l'apparenza, riescono a coadiuvarsi rendendo alla fine ogni pezzo tanto diretto e violento, ma nel complesso al quanto accattivante.

Questa cosa non poteva passare inosservata, assolutamente, e infatti nell'estate 2012, quando la band si trova in studio a registrare i brani che avrebbero composto il loro primo full lenght (Ruthless Sperm, di cui a breve pubblicheremo una recensione) succede niente di meno che la Sub Pop (che per chi non lo sapesse è la storica etichetta indipendente di Seattle che ha dato i natali a band del calibro di Green River, Tad, Soundgarden, Mudhoney e Nirvana) inizia con i tre ragazzi uno scambio di mail e fa loro complimenti per ciò che hanno registrato fino a quel momento chiedendogli se e che progetti avevano per il futuro. Da lì in avanti mail dopo mail, dapprima arriva la proposta a partecipare alla storica compilation Sub Pop 1000 con il brano inedito "Kidult" (scritto e inciso per l'occasione) e successivamente la conferma da parte dell'etichetta che il materiale inciso quell'estate lo avrebbero stampato loro l'estate successiva. Ed è così che inizia l'avventura di tre ragazzi che hanno deciso di suonare per il piacere di farlo in una città che per 'piacere' intende tutta un'altra cosa.

Ruthless Sperm è uscito lo scorso 20 Agosto e il tutto ha il sapore di una vittoria inaspettata che va a coronare parte del sogno di chi è nato e cresciuto in anni in cui ancora la musica riusciva ad essere qualcosa di grande e che oggi, in maniera assolutamente meritata, si ritrova a farne parte e a regalare un briciolo di speranza a chi ancora in quella cosa la ci crede.

Finalmente qualcosa che ti fa fermare e spalancare occhi e orecchie.

 

Per gli impazienti: la discografia completa della band, un anteprima video del disco e qui di seguito un estratto dello stesso:

 

 

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