Quando tocchera' a noi?

11.05.10 - posted by darkmavis Share

Non amo parlare di politica ed affini, anche perche' in questo blog/sito sarebbe decisamente fuori luogo, pero' ci sono certi casi in cui la politica, o gli interessi economici di qualche lobby, come purtroppo sta succedendo molto spesso, va a toccare anche questo settore.
Ma cominciamo dal principio. Cos'e' successo? Come magari qualcuno di voi sa', io non risiedo in Italia, ma bensi' in Irlanda, e quindi essendo qui ormai da un pezzo, se mi informo, cerco anche tra i vari siti e blog irlandesi.
Andando a leggere il blog di Nialler9, uno dei piu' famosi blogger irlandesi, e tra i fondatori della rivista State.ie (nata prima come sito e poi divenuta una vera e propria rivista cartacea), scopro che la IMRO, una sorta di SIAE irlandese, ha mandato una lettera a tutti i principali blogger irlandesi, che parlano ovviamente di musica, ma che fa' capire che andra' a colpire tutti prima o poi, dicendo che il sito XY era tenuto a pagare una tot somma (se non erro 300 euro al mese), per avere la licenza di distribuire musica di artisti irlandesi.
Perche' tutto questo? Tornando ancora un pelo indietro, vi spiego quello che piu' o meno succedeva qui, e che cmq succede ovunque, anche in italia credo.
I blog in genere, sono un arma abbastanza potente per la promozione di band, soprattutto nuove (e sconosciute) band. E quindi a volte gli stessi artisti od etichette, mandavano un mp3 o due al blog, in modo che quest'ultimo potesse pubblicare un articolo con queste canzoni allegate, in modo che i lettori potessero conoscere gruppi nuovi, senza spendere un soldo, ed era qualcosa che, personalmente, ritengo giusta. L'utente ci guadagna ascoltando qualcosa di nuovo, e gratis,  l'artista si fa conoscere ad un pubblico piu' ampio ed a costo zero. Ci guadagnavano tutti insomma.
Ora invece la IMRO reclama soldi di guadagni mai avuti, e chiede una sorta di mazzetta mensile, per mettere tutti in "regola".
Bene, finche' magari e' un sito come nialler.ie, che cmq ha pubblicita', e' conosciuto, e presumo abbia anche discrete entrate, magari Niall non sara' felice di pagare sti soldi, ma diciamo che se lo puo' permettere, ed infatti lo stesso non si dice contrario a pagare, ma come me, si chiede perche' anche i siti non-commerciali, debbano pagare questa tassa, non avendo delle entrate che possano andarla a coprire.
Se per esempio una cosa del genere arrivasse a me, io l'unica cosa che potrei fare, sarebbe quella di chiudere il sito, anche perche' io di entrate non ne ho (se mai  vedrete un banner, sara' sempre per uno scambio di piaceri, ma di soldi nisba), e si fa tutto per la "gloria", se vogliamo dire cosi'. Quindi non mi potrei mai permettere di pagare 300 euro o piu' al mese solo per poter mettere un mp3 ogni tanto. Cosa che infatti non ho mai fatto, perche' mi son sempre aspettato qualcuno che venisse a reclamare qualcosa, quindi ho sempre messo o video di Youtube/Vimeo, o link su spotify (che so' che il 99% degli italiani non ha, ma purtroppo e' l'unico modo che ho per salvaguardarmi).
Ma la cosa veramente paradossale e' che se la band "XYZ", si fa un blog, e da li' si promuove la propria musica, e' ugualmente costretta a pagare la IMRO, perche' quest'ultima deve proteggere i "diritti" dei primi, e' come se una persona dovesse pagare un'associazione, la quale poi gli rida' parte di questi soldi perche' questa persona ha rubato a se stessa.
Quindi quello che mi chiedo, e che i blogger irlandesi si chiedono, e': ma la IMRO per chi fa' gli interessi? Li fa' veramente per gli artisti, o solo per se stessa? Ed infatti quello che stanno facendo i blogger di quassu', e' quello di mobilitare gli stessi artisti, quelli che dovrebbero essere in teoria la "parte lesa", di impedire alla IMRO di andare avanti con questa campagna insensata, nella quale tutti perdono, tranne la IMRO. E nel tutti intendo anche i lettori, i quali si potrebbero trovare con molti meno blog, meno informazione, e distribuita solo su poche mani. Un po' come sta succendo con la stampa in italia, se mi permettete di essere un pelo polemico.
La cosa poi che veramente mi terrorizza, e' che mi aspetto, come una mazzata improvvisa tra capo e collo, che un qualche genio politico italiano, che tutto sa' tranne cosa sia internet, e che tutto vuole tranne che fare gli interessi dei cittadini (ma sa  ben fare gli interessi di alcune lobby), e' che proponga la stessa cosa anche per i blog italiani, i quali gia' sono presi d'assedio con leggi medioevali, criticate da tutti tranne da chi ci guadagna.
Se cosi' fosse, anche se non ho mai pubblicato un mp3 direttamente, sappiate che molto probabilmente questo blog, e presumo come molti altri, chiudera' i battenti.
Saremo mai libero di scrivere quello che ci va', senza che nessuno ci metta a tappare la bocca minacciandoci economicamente od addirittura con la galera, come e' gia' successo a qualcuno?

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7 Comments

  1. 1 Fabrizio Avantaggiato
    May 10, 2010
    11:33 pm
    Ciao, pubblicando link di youtube non credo che tu commetta qualche reato. dopotutto sono le stesse etichette ad autorizzarne la visione su internet. altrimenti il primo a pagarne le conseguenze dovrebbe essere proprio youtube che fornisce i link per condividere. diversa è la faccenda se fai l'upload di materiale protetto dal diritto d'autore senza autorizzazione scritta ed eventuale pagamento dei diritti alla SIAE, ma non è il tuo caso. Io sono iscritto alla SIAE e se può rincuorarti, da pochissimo tempo, la SIAE ha fatto un passo indietro sulla questione diritti d'autore e internet. in pratica, se l'autore lo richiede espressamente, può autorizzare la libera diffusione dei propri pezzi su internet "limitando il mandato" della SIAE, in questo modo nessuno che utilizzi i tuoi brani o li condivida su internet dovrà pagare, ma nello stesso tempo da autore rinunci a farti pagare i diritti che ti spettano. Certo questo a un ligabue, o vasco rossi non conviene! ma per un cantante-autore emergente come me può rappresentare la svolta. Ovviamente al di fuori di internet la SIAE continua a fare il suo lavoro di garantire il diritto d'autore prendendo i soldi dagli utilizzatori e pagando chi di fatto è l'autore dell'opera. Questa notiziona potrebbe rivelarsi molto importante per il futuro della musica e per la libera diffusione. per i riferimenti guarda quì: http://www.siae.it/documents/Sis_modello_utilizzazionionline.pdf?295406

    personalmente, penso che farò questa richiesta.
     
  2. 2 Alessio Michelini
    May 10, 2010
    11:37 pm
    Grazie Fabrizio per la tua opinione, e francamente questa cosa della SIAE non la sapevo!
    Cmq resta il fatto che i blog in Irlanda, in genere pubblicano mp3 solo dopo l'autorizzazione da parte dell'autore, com'e' giusto che sia, ma ora la IMRO se ne vuole fregare di quello che pensa l'artista, e va chiedendo soldi a priori, anche all'artista stesso...
     
  3. 3 Miss Elena
    May 11, 2010
    11:55 am
    Se tu chiudi Rockzilla io che faccio?! :°D

    "Ed infatti quello che stanno facendo i blogger di quassu', e' quello di mobilitare gli stessi artisti, quelli che dovrebbero essere in teoria la "parte lesa", di impedire alla IMRO di andare avanti con questa campagna insensata, nella quale tutti perdono, tranne la IMRO"
    -> In Italia la vedo bene una cosa del genere... Sissì.
    Sempre più stima per gli amici irlandesi.
     
  4. 4 Fabrizio Avantaggiato
    May 13, 2010
    10:39 am
    @Alessio: si in Irlanda e in tantissimi paesi era così, invece in italia NON bastano solo le autorizzazioni degli artisti per pubblicare mp3, tu pensa che fino a questa nuova norma che ti ho spiegato nel precedente commmento, anche l'artista stesso che metteva scaricabili le sue canzoni sul suo sito doveva pagare alla SIAE! (1500 euro se il sito aveva più di 30000 visitatori) capito? quì in Italia per pubblicare un opera protetta dal diritto d'autore bisogna pagare! però questa cosa che hanno introdotto adesso, grazie a Dio, è una tentativo di apertura verso la libera circolazione delle opere ma resta il fatto che se l'autore non vuole, allora è tutto come prima, bisogna pagare. Cmq credo che tu sia nella regola, se continui solo a postare link da youtube, semmai dovrebbero pagare quelli che fanno l'upload di video senza l'autorizzazione. e a questo youtube, sopratutto ultimamente, sta molto attento. se prendi i video dai canali delle case discografiche degli artisti allora stai proprio in una botte di ferro. sono loro ad autorizzarne la diffusione tramite autorizzazioni che fuori dall'Italia si sono sempre potute fare, adesso, con questa nuova norma della SIAE si potranno fare anche in Italia, se gli autori vorranno.
     
  5. 5 Fabrizio Avantaggiato
    May 13, 2010
    10:40 am
    mi associo ad Elena: "Se tu chiudi Rockzilla io che faccio?! :°D"
     
  6. 6 Alessio Michelini
    May 13, 2010
    11:21 pm
    Si ma cmq io me l'immaginavo qualcosa del genere, e non ho mai messo mp3 sul sito (anche per motivi di spazio) o similari, mi son sempre limitato a mettere video di youtube, vimeo o spotify (per chi ce l'ha). Anche se da qualche giorno ho scoperto qualche altro servizio molto interessante, come SoundCloud ad esempio, ma ne riparlero' piu' avanti :-)
     
  7. 7 Roberto
    May 14, 2010
    06:51 am
    Un Italia ovviamente sono più furbi nel "chiederti" soldi, se chiedi una cifra consistente la gente si incavola e fa casino, se chiedi pochi spiccioli nessuno dice nulla.
    La Siae si è semplicemente inventata "l'equo compenso", ovvero qualsiasi cosa capace di riprodurre e memorizzare file multimediali viene tassata con una microscopica percentuale sul prezzo finale.
    Quindi qualsiasi computer, lettore mp3, consolle, telefono, cd vergini, memorie di massa, etc. etc. viene tassato.
    La tassa all'incirca è 1,5 euro ogni 1000 euro.