Saint Vincent @Alcatraz, Milano

19.11.14 - posted by Federica Amoruso Share

La prima sorpresa è un pubblico decisamente maturo.

Maturo e nonostante ciò molto variegato, composto da uomini e donne palesemente in carriera corredati di tutti gli accessori del caso, gruppi di giovani radical chic che si dilettano in morbosi discorsi sul seguito di Twin Peaks ed un gran numero di  entusiasti fan di Annie Clark, al punto da formare una lunga coda all'entrata del locale, affollatissimo.

Lei si palesa attorno alle 22:30 a seguito del gruppo d'apertura, i Coves, strana accozzaglia d'atmosfere alla Tarantino condite con quintalate di riverbero ed una cantante dall'apparenza modaiola e trasandata vagamente alla Lana del Rey.

Annie appare in tutto il suo fascino etereo alla Pj Harvey, gracile e rilucente nella sua camicetta di raso vagamente asiatica e gonna di pelle nera. I suoi movimenti sono robotici, coreografati, lancia sguardi teatrali ed artefatti tra lo strano pubblico dell'Alcatraz tra pose plastiche (delizia dei fotografi presenti amatoriali e non) e balletti frenetici, allucinati.

Apre lo show con "Rattlesnake" sbalordendo con una voce perfetta e cristallina, assoli di chitarra che rivelano tecnica, talento e bravura straordinari e pieni di grinta e cuore, come sarà poi per l'intero live.        

Al suo fianco la polistrumentista giapponese Toko Yasuda, il batterista Matt Johnson ed il tastierista Daniel Mintseris creano l'habitat ideale accompagnando le evoluzioni musicali di Saint Vincent, che gioca con ritmi e tempi, imprevedibile ma sempre con quella sicurezza di chi sa bene cosa sta facendo.

Alterna assoli magistrali di chitarra elettrica a cantato melodico, pulito e potente, a piccoli intermezzi quasi teatrali in cui si rivolge direttamente al pubblico chiedendo(si) del ruolo della speranza nelle nostre vite, o su quanto siano strani i sorrisi di circostanza, introducendo così le canzoni dell'ultimo album omonimo, che suonerà per buona parte facendo seguire a ruota "Rattlesnake" da "Digital Witness" ed in seguito "Prince Johnny" (acclamatissima), "Birth in Reverse".

Il concerto in sè si rivela un unico grande climax in cui Annie dona tutta se stessa, una Saint Vincent perfettamente costruita su un'impalcatura fatta di presenza scenica, teatralità, sguardi penetranti, coreografie e contatto viscerale col pubblico e la musica stessa, tanto da chiudere il concerto con l'encore , "Your Lips are Red",  rotolandosi simbolicamente giù dalla piccola scenografia al centro del palco, tre scalini illuminati di rosa, fino a farsi "galleggiare" sulle prime file dalla transenna rubando a chi un paio d'occhiali, a chi un cellulare, restituendo però quella forte sensazione di aver assistito a qualcosa che tanti ricorderanno, per molto, molto tempo.

 

Setlist

Rattlesnake
Digital Witness
Cruel
Marrow
Every Tear Disappears
Jesus Saves, I Spend
Actor Out of Work
Regret
Pieta
Surgeon
Cheerleader
Prince Johnny
Birth in Reverse
Huey Newton
Bring Me Your Loves

Encore:
Severed Crossed Fingers

Your Lips Are Red 

 

 

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