"Biffy Clyro" live at Estragon (Bo), 07 Dic 2013

10.12.13 - posted by c.mcintosh Share

Dopo tre giorni di pausa e depressione, mi accingo a raccontare del grande concerto dei Biffy Clyro all'Estragon di Bologna.

Premetto che sono di parte e che amo alla follia questo gruppo, dico anche che sarò obiettiva e razionale: sono stati fantastici, punto.

La giornata è partita presto all'Estragon, perchè la gente si è messa in coda davanti alle porte già dalle dieci del mattino. Questo per farvi capire la passione smisurata, che porta la gente a ricercare la prima fila, anche a costo di aspettare le ore al freddo.

Finalmente le porte si aprono, quasi puntuali, alle sette e mezza di sera e la ressa spinge e sgomita per entrare. Piazzati davanti al palco come sardine in una scatola, si attende.

Ad esibirsi per prima è la band di supporto, i Walking Papers, che vantano la presenza nel gruppo del bassista dei Guns N' Roses, Duff McKagan. Un gruppo che porta in vita le sonortà blues, la indurisce con del hard rock e si esibisce con uno stile inglese. Tra l'altro, il cantante Jeff Angell mi ricorda un Pete Doherty alquanto in là con gli anni. A parte questo, la loro esibizione ha scaldato il pubblico e lo ha caricato come una molla, pronta a scattare per i Biffy Clyro.

Infatti, dopo la solita pausa eterna per sistemare il palco e per il soundcheck dei vari strumenti, finalmente e dico FINALMENTE, parte la canzone intro dei Sister Sledge, "We Are Family". Perchè dovete sapere che il pubblco dei Biffy Clyro non è un normale pubblico, ma è una grande famiglia. Ho conosciuto più persone in mezza giornata che in 21 anni di vita.

Quindi dopo aver già perso una corda vocale ad urlare l'intro, si comincia con "Different People" dell'ultimo album, "Opposites". Stando nel punto più centrale della folla, la mia paura era quella che sarei stata travolta da mille e più persone. Bene, con questa prima canzone mi stavo rincuorando un pochino, pensando erroneamente che mi sarei salvata. Mi ero dimenticata che solo i primi 2:18 minuti della canzone sono lenti. Dal secondo minuto in poi è stato l'inferno, in senso positivo ovviamente. La folla è esplosa, la molla è scattata, la bomba è scoppiata. Simon Neil, Ben e James Johnston in forma più che smagliante hanno portato a compimento un concerto eccezionale. Alcuni pareri dicono che sia stato meglio di quello di Trezzo, altri viceversa. La scaletta bolognese è sicuramente stata una sorpresa per tutti con la presenza di canzoni come "Saturday Superhouse", che mancava da settembre, e "Machines", per la quale avevamo perso le speranze che entrasse mai in scaletta. "Machines" è stata davvero una sorpresa, l'abbiamo acclamata a gran voce sperando e sapendo che probabilmente ci avrebbe detto qualcosa come "Sorry guys next time", invece la sua melodiosa e bellissima risposta è stata "You've ruined the surprise, this is Machines". Solo i fans possono capire la vera gioia che ha scatenato, le lacrime, le urla.

La potenza del concerto è indescrivibile, l'unione tra pubblico e gruppo, il legame tra i fans. Elementi che non fanno altro che rendere un concerto dei Biffy Clyro meraviglioso. L'energia delle chitarre, il ritmo scatenato della batteria, la triade Simon-Ben-James, eccetera, messe insieme colpiscono il cuore delle persone e ti riempiono di forza, potenza ed energia pura. Dubito che ci siano concerti più potenti di questo.

We Are Family (Sister Sledge) Intro

Different People

That Golden Rule

Who's Got a Match?

Sounds like Balloons

Biblical

Accident Without Emergency

God & Satan

Glitter and Trauma

Bubbles

Spanish Radio

Saturday Superhouse

The Rain (acoustic)

Machines (acoustic) (giusto per dire ma nel foglio della scaletta c'è stampato al posto di Machines, "Folding Stars"..giusto per dire)

Living Is a Problem...

57 (oppure a detta di Simon "sinquantasiete")

Many of Horror

Modern Magic Formula

Black Chandelier

Woo Woo

The Captain

Stingin Belle

Mountains

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