Un altro Festival: Daughter e Lumineers

15.07.13 - posted by Annie.Dima Share

Ecco il racconto della prima giornata di festival dello scorso martedì.  Vi parlo dei concerti di Daughter e Lumineers:

Daughter

Il primo impatto, quello visivo, è di avere davanti un piccolo e sorridente folletto.
Elena infatti sale sul palco del Magnolia visibilmente emozionata, sorride e addirittura si sorprende di come il pubblico risponde al concerto e di come tutti sono entusiasti di poter finalmente vedere la sua band.

In quaranta minuti di set i Daughter si dimostrano come musicisti attenti, incandescenti e competenti.
Per me questo set si dimostra come il migliore della prima giornata del festival.  “L’indie folk” di questa band descrive e racconta perfettamente me e forse esagerando direi la mia generazione.

Come non rimanere colpiti poi da un musicista che si diletta a suonare la propria chitarra con un archetto da violino? Idea non originale forse, ma mi permetto di dire geniale e adatta allo spirito della band e, ovviamente, allo stile musicale.
Una band quindi, che mi ha trasformato in fan quindicenne che attende i propri idoli all’uscita del backstage.
Una band, che avrebbe meritato forse un set più lungo e che merita assolutamente più attenzione.

Musica struggente che ti prende dentro, ti emoziona, ti “distrugge”. Cose che dovrebbero fare tutte le canzoni ma che ormai invece è diventata caratteristica di cui sorprendersi e in cui perdersi.

E in più una frontman donna, ammettiamolo, dà sempre un tocco speciale e unico a ogni concerto…

Lumineers.

L’avevo già scritto. Questo è l’anno del folk. Il sold out dei Lumineers è l’ennesima conferma di questa mia teoria-idea.

La band ha concluso la prima serata di “Un altro festival” suonando i più celebri successi e donando quel senso di allegria che sembra piacere sempre di più.
Innegabile il fatto che i musicisti che compongono questa band sono persone di talento. Sanno quello che fanno, sanno quello che vogliono e sanno come farlo arrivare a chi li ascolta.

Bella la voce, belli gli strumenti, belle le atmosfere. Se proprio vogliamo trovare un lato negativo direi la scaletta… Tutti i maggiori successi sono stati suonati all’inizio. Scelta che ha penalizzato chi conosceva solo le hit e ha deciso così di abbandonare il parterre praticamente subito.

Altro punto a favore invece è la lunghezza del set, da veri instancabili “musicanti”. Se c’è una cosa di cui sono sicura è che questa band avrà dei numeri. Grandi numeri in vendite e in biglietti di concerti venduti.
E noi potremmo dire di averli visti nascere nel nostro paese, in uno dei circoli che più amiamo.

Bravi Lumineers, ci avete trascinati nei veri festival. Nelle atmosfere che in Italia abbiamo sempre sognato, nella musica che vorremo aver suonato e ascoltato. Chapeau.
 

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