"Cat Power" Live at Carroponte (MI), 07 Luglio 2013

09.07.13 - posted by wvs Share

Devo esser sincero: sono combattuto. Da una parte c'è il mio amore incondizonato nei suoi confronti, dall'altro l'esibizione dell'altra sera al Carroponte.

Chan Marshall, al secolo Cat Power è una fra le mie cantanti/musiciste preferite di sempre. Ho amato i suoi vecchi dischi, consumato il suo ultimo lavoro, e adorato lei in tutto e per tutto. Superati i problemi con l'alcolismo è rinata e dopo due ottimi lavori come You Are Free e The Greatest, i primi due dischi che hanno sancito il suo quasi totale abbandono al lo-fi, è riuscita a sfornare un piccolo gioiello intitolato Sun. Con questo tour europeo, ripreso quest'estate dopo il parziale abbandono della scena a causa di problemi di salute l'inverno scorso, cerca di proferire il verbo con una scaletta quasi totalmente incentrata su di esso.

Ecco, la scaletta. Tralasciando il fatto che si sia presentata con venti minuti di ritardo sul palco, c'è da dire che è la prima cosa che mi ha lasciato con l'amaro in bocca. Un'ora e un quarto per proporre solo materiale nuovo e per dar spazio a quattro o cinque pezzi vecchi riarrangiati in maniera pessima, snaturandone la natura e le sonorità che li ha resi celebri e rendendoli praticamente irriconoscibili. A partire dalla bellissima "The Greatest", una ballata malinconica e delicatissima che per l'occasione, in apertura di esibizione, è stata deturpata e mutilata con un arrangiamento che prevedeva una chitarra e una batteria accompagnati da una tastiera sgraziata e una metrica a singhiozzo che ha reso un piccolo gioiello un'anonima accozzaglia di suoni.

Partiti non male, malissimo.

L'esibizione ha i suoi picchi nei pezzi nuovi, appunto, eseguiti egregiamente e accompagnati a delle immagini suggestive alle spalle della band. Lei, apparentemente presa bene, regala uno spettacolo pietoso dall'inizio alla fine, ciondolando qua e la con pseudo ringraziamenti bisbigliati e un tentativo bieco di mostrarsi simpatica agli occhi del pubblico. Dalle sigarette accese alle rose, dall'incenso, acceso anche lui, alle scalette leccate e accartocciate, Chan si è divertita a lanciare sul pubblico delle memorabilia che a mio avviso poteva risparmiarsi. Se lanciava a me una sigaretta accesa, le avrei risposto con un sasso.

Detto questo, il concerto non è stato tutto da buttare, ma dieci anni di attesa non sono stati ripagati quasi per nulla.


Setlist:
- The Greatest
- Cherokee
- Silent Machine
- Manhattan
- Human Being
- King Rides By
- Bully
- Angelitos Negro (Pedro Infante)
- Always on My Own
- 3, 6, 9
- Nothing But Time
- I Don't Blame You
- Metal Heart
- Shivers (Rowland S. Howard)
- Peace and Love
- Ruin

[Foto di intestazione concessa da Elena Di Vincenzo]

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