Granpa: l'intervista!

03.06.13 - posted by Annie.Dima Share

Ho sempre avuto la fortuna di intervistare musicisti che riuscivano a trasformare i minuti in cui parlavamo in una chiacchierata tra amici. Inoltre, cosa che non guasta mai, ho sempre avuto la fortuna di intervistare band che mi piacciono, di cui vorrei venire a sapere ogni particolare.
Così mi ritrovo sempre con microfono in mano e sorriso sul volto davanti ad un artista, riuscendo a strappargli di bocca qualche segreto e qualche aneddoto particolare.


E’ stato questo anche il caso dei Granpa, band capitanata dal “ciuffo” del Pan Del Diavolo Gianluca Bartolo, che sul palco del Magnolia ha portato una venatura di musica grunge-blues, ispirata a grandi nomi come i Queen of The Stone Age. Un concerto che per un attimo mi ha portata (anche se solo con la mente) a vivere la grande musica straniera, con grande orgoglio per questi tre siciliani che sul palco hanno dato tutto.

-Da cosa nasce il vostro nome?

Gianluca: Il nome Granpa nasce da un personaggio di un film che è “La casa dei mille corpi”. Granpa era un personaggio davvero geniale e si meritava di essere ricordato

-Come hai scelto i tuoi compagni di avventura?

G: Li conosco da quando avevo tredici anni. Ai tempi del liceo abbiamo poi scelto di formare questa band con due chitarristi e la batteria. Nessuno di noi voleva suonare il basso e così abbiamo tenuto questa formazione. Ma chissà forse un giorno decideremo di aggiungere un bassista anche se la bravura del nostro batterista fa si che si coprano tutte le frequenze che solitamente spetterebbero a un bassista.

-A cosa vi ispirate per creare la vostra musica, perché ascoltandovi a me viene da pensare a gruppi come Queen of the stone age, Foo Fighters o Jack White. Ci ho azzeccato?

G: Direi assolutamente di sì che li hai azzeccati tutti. Non ho niente da aggiungere se non i nomi che hanno ispirato i nomi di cui tu hai parlato. Insomma siamo ispirati anche da chi ha ispirato le nostre band preferite.

-Come fai a equilibrarti tra le tue due band?

G:  Cerco sempre di dedicare del tempo a tutti e due i miei progetti. Negli ultimi anni Il Pan del Diavolo ha avuto una richiesta superiore rispetto ai Granpa.
Quest’anno però registreremo di sicuro il secondo disco dei Granpa. Penso che riusciremo a farlo uscire entro il 2014.

-A proposito del Pan del Diavolo, la tua esperienza in Texas t ha cambiato?

G: Decisamente si ha cambiato in positivo il mio modo di vivere la musica. E’ stata una grande svolta che mi ha permesso di capire tante cose che mi erano poco chiare.

-Che aspettative hai quindi per i Granpa?

G: Voglio suonare il più possibile, continuare a crederci,  farci conoscere e non smettere di crederci.


-Come mai avete scelto di cantare in inglese?

G: La scelta dell’inglese è dovuta al genere che suoniamo e anche, banalmente, al fatto che ascoltandomi, la mia voce mi suona meglio in inglese. Mi sento più orecchiabile. La resa finale mi piace un sacco.
Nonostante il pubblico italiano ha un limite verso le lingue straniere.

-Ti piacerebbe portare i Granpa all’estero?

G: Mi piacerebbe molto. In America ho potuto notare come al pubblico non freghi niente della lingua in cui stai cantando. Se sei bravo, trasmetti sensazioni, emozioni e energia avrai sempre una risposta positiva

-Cosa pensi della situazione musicale italiana attuale?

G: Forse è sul filo del rasoio. Noi come band continueremo a fare il nostro per far si che la musica continui a vivere.

-Che parola useresti per definire la vostra musica?

G: Polverizzazione. Quando suoniamo immagino il flusso del suono della nostra musica che arriva diritto verso un palazzo e lo fa crollare

-Domanda libera. Dimmi tutto quello che vuoi.

G: Oh, ma quanto ci piacciono i Queen of The Stone Age!
 

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