Danko Jones: scaletta e commento della data milanese!

14.05.13 - posted by MissElena Share

"Grazie per aver deciso di spendere il vostro venerdì sera venendoci a vedere al posto di fare altro, andandovene tipo in discoteca o uscendo con gli amici…!"

Il senso delle parole di Danko a fine concerto regala un qualcosa di unico che è una nota particolare sua, ovvero quella di essere un rocker perfettamente consapevole del suo essere umile e che per questo motivo può decisamente permettersi di prendersi le sue rivincite sul palco davanti a noi fans, convincendoci (almeno per quei cinque minuti) che tutti possono farcela nella vita ed avere le proprie vittorie e rivalse.
Io adoro vedere Danko live proprio per questo: è un musicista bravo che sa farti divertire con la musica ed a parole. Il discorso fatto sulla canzone scritta quando era tornato a vivere con la madre ha portato tante risate: perché è stato meraviglioso sentire anche i commenti del pubblico e lo stesso Danko  ha compreso che in molti vivono ancora quella situazione temporanea, ma è quel tipo di persona che ti prende in giro ridendotela in faccia per farti capire che c’è passato anche lui e che tutto non potrà che andare meglio.

La serata inizia presto e viene introdotta dai Bombus a cui seguono poi i meravigliosi Riverboat Gamblers da Denton, Texas, che hanno decisamente scaldato il pubblico a dovere: di rado si ricorda un’esibizione così piena di energia come quella di Mike Wiebe.
Torniamo però ai Danko Jones, la cui ricetta è sempre a base di classico e sfrenatissimo Rock.
L’alchimia tra lui, JC ed il nuovo batterista Atom Willard (Ex Alcaline trio e The Offspring) è ottima, tant’è che fa quasi tenerezza vedere a volte gli sguardi che John lancia a Danko per l’affetto e l’intesa che vi è ne scaturisce.
Decisamente splendidi, hanno ripercorso l’intera carriera come al solito proponendo un buon mix di canzoni provenienti dalla loro storia musicale: troviamo pertanto Had Enough, Play the blues, First date, Code of the road e molte altre. Le mosse sono diverse, i discorsi anche (Accennavamo appunto a quello fatto sulla canzone scritta a casa di sua madre) per poi tornare su Montain ed a quello che è un ringraziamento classico ed ormai tradizionale di ogni suo concerto, elencando tutte quelle personalità che hanno contribuito a cambiare e rendere migliore il rock: classico e commuovente è il sentirsi stilare in quella maniera un elenco di nomi che vanno da Ronnie james Dio a Johnny Cash, a MCA dei Beastie Boys, fino al più rispettoso per Jeff Hanneman, scomparso la scorsa settimana per problemi di salute.

L’unica penalità forse è stato il locale, che nell’insieme era davvero ottimo per un concerto del genere, ma ha penalizzato un po’ l’acustica (JC raccontò poi fuori che in effetti erano un po’ consapevoli del problema sul suono), ma di certo questo non ha reso meno brutto il concerto.

Un venerdì sera un po’ diverso da quelli usuali, ma senza alcun dubbio uno dei migliori degli ultimi tempi. Fossero sempre così, con una band così qualitativamente meravigliosa sul palco, ci sarebbe da portarci anche i bimbi per insegnargli cosa sia la musica live, quella vera.

Consiglio decisamente di parte è il monitorare il sito internet della band in attesa di un loro ritorno, perché in caso di nuove date italiane NON potete davvero più permettervi di perderli!


Setlist:

1. Had Enough
2. Play The Blues
3. Sticky Situation
4. First Date
5. Just a Beautiful Day
6. Dance
7. Code of the Road
8. Sugar Chocolate
9. Full of regret
10. Lovercall
11. Conceited
12. Cadillac
13. I Believed in God
14. I Think Bad Thoughts
15. Legs
16. Mountain

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