"Ministri" live at Alcatraz (MI), 21 Marzo 2013

27.03.13 - posted by wvs Share

Nella carriera di certi artisti c'è un momento in cui, sia per chi sta sul palco che per chi sta sotto, ci si accorge e si realizza di far parte di qualcosa di grande e, in alcuni casi, inaspettato.

Lo scorso giovedì 21 Marzo, appena entrato all'Alcatraz di Milano, la prima cosa che mi è balzata all'occhio è la disposizione del locale. Il soldout annunciato già a due settimane dall'evento era l'indizio, ma, per un frequentatore del locale, la prova era il palco allestito per l'occasione: quello dei grandi numeri.

È il loro quinto concerto al quale assisto e, per chi conosce i Ministri, di gente ai loro concerti, bene o male ce n'è sempre stata e nessuno ne è mai uscito deluso o con la sensazione di aver perso tempo. Chi li conosce sa anche che ad un loro concerto ne si esce contenti e soddisfatti. Se nel nostro paese c'è qualcuno da andare a sentire dal vivo, per cui valga davvero la pena di spendere due soldi, quelli sono loro.

Lo zoccolo duro dei fan è sempre presente, sempre in prima linea e le sensazioni e il coinvolgimento sono sempre molto forti. Ma giovedì sera qualcosa si è mosso. Giovedì sera è stato diverso dal solito.

Come dicevo qualche riga più su, c'è un momento nella vita di un artista e dei suoi fan in cui ci si accorge e si realizza che quello che sta accadendo è e sarà unico. Qualcosa da ricordare. A me personalmente viene da fare l'esempio di Eddie Vedder, leader dei Pearl Jam, e di quando spiegò il perché rinunciò allo stage diving di rito durante l'esecuzione di "Porch" nelle esibizioni di inizio anni '90. Realizzò che la fama della sua band e l'attenzione dei media aveva cambiato il suo pubblico e che tutto questa fama gli avrebbe fatto del male. Del male fisico.

Il male fisico.
La svolta.

Puntuali come orologi Svizzeri (a Milano nessuno è puntuale) e visibilmente emozionati, salgono sul palco e danno il via alle danze regalando ai presenti il loro piccolo pezzetto di storia. La partenza è scandita dalle note iniziali della bellissima "Stare Dove Sono".

La scaletta è un po' meno democratica del solito, anche meno dei primi concerti promozionali di Fuori. Ma poco importa, perché il nuovo disco, Per Un Passato Migliore, merita d'essere ascoltato. Soprattutto dal vivo.

La scelta dei brani, molto fisica, lascia ben poco spazio ai pensieri. Pochissime pause, le battute di rito di due ragazzi increduli al microfono, e tanta, tantissima energia.

Come già detto, i pezzi nuovi la fanno da padroni, ma nonostante questo non sono mancati i grandi classici come le immancabili "I Nostri Uomini ti Vedono", una riarrangiata "Tempi Bui", "Abituarsi alla Fine" e "Diritto al Tetto". C'era così tanto entusiasmo che durante l'esecuzione di quest'ultima mi sono sentito sollevare e spostare di cinque metri buoni. Questo per farvi capire il calore con cui è stata accolta l'esibizione.

Sono convintissimo di aver assistito alla svolta live di questa band. I ragazzi sono cresciuti (e si sente) e assieme a loro, increduli, anche il loro pubblico. Col mio amico Maurizio siamo giunti alla conclusione che sarebbe stato l'ultimo concerto 'vivibile' dei Ministri, complice anche il fatto che il disco è troppo giovane e che i pezzi nuovi, anche se forti, hanno avuto un'accoglienza un po' meno calda rispetto al resto della scaletta.

Insomma, un grande evento, una grande conferma e un gran momento questo per i tre(+1) milanesi.

Tanta energia, tante emozioni e una band che, nonostante la situazione discografica italiana e la carenza di idee e passione, pare ce la stia facendo. Per davvero questa volta.


Andate a vederli finché siete in tempo!

 

- Stare Dove Sono
- Mammut
- Il Sole
- I Nostri Uomini Ti Vedono
- Comunque
- Caso Umano
- Gli Alberi
- La Pista Anarchica
- Una Palude
- Tempi Bui
- Spingere
- Diritto al Tetto
- Non Mi Conviene Puntare in Alto
______

- Le Nostre Condizioni
- La Mia Giornata Che Tace
- Il Bel Canto
______

- Noi Fuori
- Mille Settimane
- Abituarsi alla Fine

 

[Grazie ad Elena per la foto concessa]

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