Reportage: Melvins al The Button Factory (Dublino)

13.11.08 - posted by darkmavis Share

Premetto che non conoscevo benissimo i Melvins, avevo un paio di loro album e li avevo ascoltati anni fa (10 forse?). Pero' sapete, questo e' uno di quei gruppi storici, che si va a vedere piu' per quello che hanno rappresentato in passato che per il semplice fatto che ti piaccia la loro musica. Un po' l'avevo anche sottovalutato, non perche' non pensavo che fossero bravi, ma perche' cmq Buzz Osborne (classe '64) c'ha la sua eta', e credevo che avessero perso la carica che avevano negli anni '80, non voglio dire che sono vecchi e da pensione, sia mai, ma non si puo' pretendere che si abbia la stessa energia di quando si e' ventenni (ed incoscienti). Questo, mi sono reso conto, e' stato un grosso errore di valutazione. Ma torniamo un attimo indietro, alle band di supporto, che sono state ben due.
Non e' insolito che un membro della band principale, suoni come solista e faccia la band si supporto per il proprio gruppo. L'ho visto fare con i Dinosaur  Jr ed i Fleet Foxes tanto per citarvi due nomi, quello che e' atipico, e' che il manager della band suoni. Questo no, non l'avevo mai visto prima.
Praticamente la prima supporter band,  era il manager dei Melvins, insieme ad un bassista amico ed un ragazzo alla batteria, che poi scopriro' essere il secondo batterista dei Melvins (gia', hanno suonato con due batteristi).
Puro noise/garage, 2 canzoni ma che hanno durato in totale una mezz'oretta.
Il secondo gruppo invece era formato dal bassista dei Melvins, il secondo batterista che aveva suonato anche con il gruppo di prima, e come chitarrista dopo qualche canzone si e' aggiunto il batterista in veste di chitarrista. So' che sembra tutto confuso, ma ero confuso pure io al momento del concerto. Quello che era chiaro, e' che a questa gente piace sperimentare e divertirsi fra amici, ed a quel paese tutto il resto.
Tornando invece al concerto principale, come vi dicevo prima mi aspettavo di vedere un gruppo dalla grande storia ma appesantito dall'eta' (e dalla birra anche), ed effettivamente i componenti del gruppo sono cosi', King Buzzo (ovvero Buzz Osborne) ha preso qualche chilo, i suoi capelli sono ormai inesorabilmente diventati bianchi. Ma questi sono gli unici segni di invecchiamento, perche' poi il concerto e' stata una vera e' propria espolsione di energia. Se ci fosse stato mio nonno avrebbe creduto di stare sotto attacco dei tedeschi. Basso e chitarra distorti all'inverosimile, il pubblico che si dimenava, e si divertiva, in una maniera che non vedevo da molto tempo, il tutto amplificato da due batterie che menavano come delle mitragliatrici ma allo stesso tempo perfette come orologi svizzeri. Non che non avessi mai visto gruppi con due batteristi, ma mentre di solito non si fa altro che suonare in modo sincrono, i due batteristi dei Melvins in piu' momenti suonavano pezzi diversi che si andavano a fondere insieme in modo incredibilmente armonioso e perfetto.
Un'ora e mezzo di pura energia, rimasta intatta dagli anni '80, e forse perfezionata con il passare degli anni.
Concerto straconsigliato.

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