Arcade Fire live @ Milano Jazzin Festival

08.07.11 - posted by MissElena Share

Il concerto degli Arcade Fire è stato uno degli eventi più attesi dell’estate, questo è certo: sicuramente uno dei live più “appetitosi”, musicalmente parlando, nella scaletta del Milano Jazzin Festival. Perché tra mostri sacri della musica (vd. Lou Reed stasera) loro vi stanno proprio bene: volete qualche prova? Basta Funeral, anche Neon Bible volendo.
Ad aprire per loro i Cloud Control, band australiana dei dintorni di Sidney che pare abbia convinto abbastanza; A seguire i White Lies, che sono stati forse non molto convincenti: vi è troppo poco coinvolgimento del pubblico ed in questo modo si perde un pò tutte quelle belle sensazioni che avrebbero potuto anche lasciare.

Un'altra classe, un altro stile si sente arrivare poco prima delle 22, quando si vedono i pannelli posti sopra il palco illuminarsi, dando importanza alla scritta "Cooming soon - Arcade Fire"; si illuminano poi gli schermi e si vede proiettato un estratto di the suburbs.
Luci spente ed un piccolo boato per il loro arrivo sul palco.
Esordio meneghino con  Ready to start, che da la carica giusta all'evento.
Segue Keep the Car Running che ributta tutti nella corsia giusta e fa uscire il giusto divertimento da tutti tra un coro di voci che intonano il ritornello ed i vari balletti possibili sul posto.
Loro al solito esilaranti e splendidi nel loro continuo movimento e nella loro gran carica per l'evento.
La scaletta continua con questo fare gioioso e giocoso, fino a quando arriva l'intensa My body is a cage che è riuscita a stregare i più: è stata come una nuvola di fumo che è riuscita a bloccare ogni singola persona... Come se il tutto, persino i venditori ambulanti, fossero bloccati o svaniti.
Davvero splendida e così perfetta soprattutto in una location come questa, che con due sole luci riesce a diventare magica...
Se si pensa poi si è al centro di Milano, la cosa diventa ancor più intrigante: non vi sono distrazioni, nessun clacson, ma solo la voce di Win che ti accarezza i timpani.
A metà concerto circa ci tengono a ribadire la loro causa "umanitaria" che ha di fatto donato un euro di ciascun biglietto venduto per beneficenza  all’associazione “Partners In Health”, che assiste oltre tre milioni di persone nei paesi più poveri del mondo.
Buoni musicisti, coscienziosi e brave persone, cosa che si era già capito da svariate partecipazioni ad eventi per raccolte fondi o per raccogliere aiuti, vedi ad esempio per Haiti.
Il concerto continua così' in modo essenzialmente intenso: una scaletta ottimamente strutturata che non permette al singolo spettatore di distrarsi. Loro poi riescono a mantenere viva l'attenzione con i continui cambi di strumento e posto.
L'unica loro pecca è il non essere così intensi da permettere alla gente di disinteressarsi dei battaglioni di zanzare presenti all'Arena Civica: se è permesso e lecito, è stata una disfatta sotto ogni fronte per il pubblico. Troppe, infinite: viene da chiedersi perchè la manifestazione e chi per loro non abbia provveduto ad una cosa così essenziale.
Prelievi del sangue a parte, il tutto è stato splendido: la cornice, le luci, loro sul palco.
Uno spettacolo davvero stupendo che ti lascia così tante emozioni da non poter fare a meno di continuare a pensarci, tuttora. Sul fronte musicale eccelsi, e così straordinari da non arrivare mai ad annoiare il pubblico.
Non è cosa da poco.
Non resta che guardare le date del tour e chiedersi quale sia la più vicina per una trasferta.

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