Radiohead: successo o fallimento?

07.11.07 - posted by darkmavis Share

Oggi mi è capitato di leggere due notizie, da due diversi siti ma dello stesso settore, ovvero punto-informatico.it e hwupgrade.it, i quali parlavano della medesima cosa: dei dati riguardanti la vendita del nuovo album dei Radiohead, "In Rainbows".
Quello che si evince, secondo una ricerca di comStore, è che dei 1,3 milioni di copie vendute dallo store della band di Oxford tramite il download, solo il 38% ha deciso di sborsare almeno 1 centesimo per l'album, e gli altri se lo son presi a sbafo (come si dice da me), e ciò è stato visto come una sorta di sconfitta, perchè nonostante si potesse pagare un "equo" compenso, molti hanno deciso di non pagare niente ugualmente.
Ma è veramente così? Vi premetto che questo è un parere personale di un semplice blogger, la mia opinione non ha certo il peso di quella di un giornalista, ma è anche vero che questo sito è appunto un blog (che io mi ostino a definire pubblico perchè invito la gente a scrivere qui, basta solo che mi mandate una mail che vi creo un account), quindi se volete leggere un parere più autorevole andate su siti più autorevoli, come i due sopracitati, o rockstar.it, o rockol.it o nme.com o dove vi pare.
Quello che sicuramente è accertato è che l'album ha segnato un cambiamento, è stato un masso che ha mosso le acque di uno stagno che ormai comincia a puzzare.
Ma secondo me punto informatico e hwupgrade hanno mancato il problema principale. Tutti l'hanno vista come una lotta alla pirateria, quando invece penso che quest'ultima sia l'ultima cosa che interessasse a Thom Yorke e soci, anzi forse non gli è neanche passata per la testa. Per chi ascolta come me i Radiohead da molti ormai (personalmente li ho sentiti la prima volta ai tempi di The Bends, troppo bello il video di "Just") sa bene che la band ha tutt'altre mire.
Quello che la band ha voluto insegnare è che si può vivere senza casa discografica, certo loro partono da una posizione avvantaggiata, ma hanno mostrato che ciò è possibile.
Il male per loro non è la pirateria, che sempre c'è stata e sempre ci sarà, anche se i pezzi costassero 0,01 centesimi, ma quello che sta facendo ammalare la musica sono le case discografiche.
"In Rainbow", facendo una media tra chi non ha pagato e chi invece ha pagato, ha fatto guadagnare alla band 2,3 dollari USA per copia, dollari che sono finiti interamente alla band, a "chi fa musica", non chi la commercia come un paio di scarpe.
Vorrei fare una piccola precisazione riguardo agli attuali guadagni per copia delle normali band per ogni copia venduta, infatti su hwupgrade compare il seguente testo:
"Non essendo presente una catena distributiva con i costi tradizionali, la band ha incassato circa 2,3 Dollari ad album, contro un non troppo lontano 3-5 Dollari USA che attualmente incassa dalla vendita tradizionale, sempre riferita al singolo album."
Dovete invece sapere che il guadagno medio di una band, quando va bene è dell'8% del prezzo finale dell'album, si arriva al 10% quando va veramente grassa e si è ovviamente una big band. Quindi su un album che costa sui 15 dollari USA in media, all'artista arriva meno di 1,5 dollari USA, e tutto il resto va a chi commercializza l'album. Questo ve lo posso dire con certezza perchè mi è stato detto da chi è nel mestiere, quindi sappiate che almeno per questo avete la certezza che non parlo a vanvera.
Quindi, è stato veramente un'insuccesso? Secondo me assolutamente no, e spero che molti altri loro colleghi si decidano a fare la stessa mossa.
Ripeto che è un'opinione del tutto personale e che i commenti sono fatti apposta per discuterne con voi :-)

 

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