Fran Healy

25.02.11 - posted by MissElena Share

Un nuovo album, questo è servito per riportare in Italia Fran Healy!

E finalmente dopo 7 anni lo ritroviamo a spasso per un’intera settimana per le città italiane grazie a Comcerto per presentare il suo lavoro solista “Wreckorder”.

Lunedì scorso si è presentato al Tunnel di Milano per quella che potremmo considerare una sorta di rimpatriata con i vecchi fan e con chi invece ha solo una forte curiosità. Una serata introdotta da Foley Stewart, che ha avuto il merito con di intrattenere e scaldare il pubblico per una mezzora circa: a prima (s)vista estetica richiama all’occhio un certo cantante americano morto nel 1997 nel Mississipi, però nel momento in cui inizia il proprio set acustico si nota come in realtà il livello non è ben proprio lo stesso, anzi. Piace molto la semplicità e la spontaneità soprattutto con cui si presenta al pubblico “Hi, I’m Foley Stewart. I’m from NYC”, poi lascia parlare essenzialmente la sua musica. Si interrompe solo per far sapere che è la sua prima volta in Italia e giusto per altre due note.  Musicalmente non male, forse solo un po’ ripetitivo, è stato penalizzato dal fatto che nell’attesa per Fran, il pubblico non gli abbia forse il giusto merito e la giusta attenzione.
Qui in Italia ormai è un’abitudine.

Veniamo quindi a Fran, che sale sul palco in modo silenzioso, in punta di piedi con la sua sola chitarra: questo perché quello che si stava per mettere in scena era un puro set acustico del solo Fran, intimissimo, giusto per i pochi fan presenti… E fortunati direi! I milanesi e non che non hanno voluto lasciare la propria casa lo scorso lunedì hanno fatto davvero un grave errore.
Esperienza alla mano, semplice e davvero intima: tre modi per descrivere quello che si è visto.
Fran come avrete già sentito altrove, ha esordito scusandosi per la prolungata assenza di ben sette anni dal nostro paese, scelta dovuta al vecchio manager… Ora avendone uno nuovo, la prima cosa che hanno voluto organizzare è stato proprio un tour qui: difatti non sono poche le date organizzate.
Ad ogni modo si inzia… Con 20. Ottimo modo per scaldare i presenti. Poi Holiday dal suo disco solista: la scelta di accostare pezzi nuovi a vecchie glorie è da legare alla volontà di dare attenzione a tutte, agendo un po’ come si comportano solitamente le emittenti radiofoniche.
Snocciola aneddoti che ripercorrono la sua vita, quella in tour con i travis e la propria sfera personale: sembra quasi di essere ad una serata tra amici. Veniamo così a sapere di come in un viaggio che fece a 6 anni con la madre, conobbe in treno questo vecchio insegnante in pensione, che per dare sollievo alla signora, se ne occupò per tutto il tempo, regalandogli al termine una bellissima poesie (Chiedo venia, ma non ho capito chi fosse l’autore). O di come abbia scopiazzato il giro di accordi di Wonderwall degli oasis, dato che Noel e Liam sono degli ottimi esempi per questi lavori, e della disperazione nel sapere di aver poi ottenuto di andare in tour con loro (Pare Noel non se ne sia nemmeno accorto, ma anzi si sia complimentato per lo stesso). O delle canzoni nate per la moglie, che sfortunatamente per lei, non riceverà mai dei cioccolatini, ma solo fiori e componimenti. Ed infine del suo rapporto con il figlio che insiste
 nel chiamarlo non dad, ma papa. Ultimo e non meno interessante questo rapporto virtuale via email tra lui e Paul McCartney a cui aveva proposto di collaborare per As It comes.
Tutte queste rivelazioni  ed altre non meno divertenti tra canzoni come Writing to reach you , Anything, Buttercups, Rocking chair, Sing, Slide show e per finire Why does it always rain on me.
Di una simpatia e semplicità disarmante quasi.

Episodio altrettanto comico è stato il raccontarci di come vi sia in rete questo video di Thom Yorke per il nuovo singolo, rimontato poi da qualcuno con la musica di Beyoncè.
Ha tentato di farcelo vedere in ogni modo sul suo portatile, ma ahimè, la connessione non c’era all’interno del locale, quindi alla fine è rimasta solo un’estrema curiosità, che ognuno mi auguro abbia colmato vedendo il video in questione a casa.

Un pubblico poi davvero  egregio che ha saputo rispettare ogni canzone o in silenzio o partecipandovi cantando, come nel caso dei singoli più conosciuti.

E’ stata davvero una serata strabiliante, dove i ricordi di tutti si sono confusi con le nuove emozioni suscitate dall’incontro, e dalle nuove interpretazioni e canzoni.

Davvero bentornato e grazie a Fran Healy per non essersi minimante risparmiato nulla… Beh, sì, solo Happy, ma a detta sua non sarebbe mai riuscito a farla in quelle condizioni e con tante date a venire.

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