Zen Circus + Fast Animals and Slow Kids

18.02.11 - posted by MissElena Share

Finalmente i toscanacci Zen Circus tornano a Milano e ovviamente noi di Rockzilla siamo andati a curiosare, in vista del nuovo disco su cui stanno lavorando e che dovrebbe uscire intorno ad Ottobre.
C’è attesa, perché loro sono uno di quei gruppi (italianissimi) che ti avvolgono con testi colmi di cinica realtà e che riescono ancora a farti riflettere… Un piccolo traguardo che spesso i musicisti non sanno raggiungere o di cui piuttosto se ne fregano.
Ad ogni modo loro sono diversi, e ci piacciono proprio per questa freschezza che ti regalano ad ogni concerto. Questa volta poi c’è stato permesso di vederli un po’ prima per due scatti, perché il fotografo sa bene a cosa sta andando incontro stasera… E lascia di spicco la semplicità e l’umanità con cui ti accolgono ed anche la disponibilità a fare le cose più sceme! Però non vogliamo tessere le lodi personali di Appino, Ufo e Karim come persone, ma bensì parlare del concerto… E quindi addentriamoci nella scorsa serata di giovedì 10 febbraio.
Apre la serata un gruppo di Perugia, gli FAST ANIMALS & SLOW KIDS, vincitori lo scorso anno de l’Italia Wave Contest nella selezione umbra e che sembra essere da poco entrato nel roster di Locusta,. A primo impatto non lasciano indifferenti, anzi.
Convince innanzittutto il carisma del frontman e poi anche la musica. Ottima parlantina davvero… Tant’è che mi auguro si possano ascoltar meglio, perché a prima impressione sembrano davvero interessanti. Dispiace solo forse il pubblico fosse un po’, com’era prevedibile, assente per l’ovvia attesa. Alle 23 si sente appunto il classico intro zen, che ormai, dopo più di cento concerti per loro sarà diventato tanto familiare quando la sveglia la mattina: fumo a volontà e tra questa finta nebbiolina milanese li vedi spuntare ed accomodarsi chi vicino al microfono, chi alla batteria.
Una serata un po’ speciale, con tanto di nuovo inedito (Sembra il titolo sia “Nuovo eroe”), che pare aver preso, ma di cui tutti credo abbiano bisogno di un secondo ascolto. Una serata come dicevamo particolare perché sono state messe in vendita le ristampe degli album e di conseguenza la scelta della band è quella di ripercorrere con la scaletta quella che è la loro discografia: vi è difatti un po’ di tutto, da Colombia a Vent’anni, Punk Lullaby, Figlio di puttana (E su questo momento un Appino un po’ più emozionato confessa la presenza del padre al Magnolia… Che per la prima volta vuole vederlo live e capire un pochetto che fa nella vita… Secondo noi a vedere il grande coinvolgimento del pubblico e la stessa stima/amore che questo ha per il gruppo, non può che esserne fiero) e Vanagloria per comprenderci. Una “Canzone di Natale” rivisitata ed adattata alla città in cui suonano e che questa volta viene ambientata alla stazione di Cascina Gobba con molta ilarità e punzecchiature perché il posto è vicino a certi studi televisivi di una certa compagnia e di un certo personaggio.

E si termina con Sailing song e ragazza eroina sotto palco ed in mezzo al pubblico adorante.
Bella scaletta, bel concerto, bella ogni singola emozione respirata stasera.
Un complimento particolare al pubblico perché se l’è meritato: soprattutto alle donzelle della prima fila che non si sono mai prese una pausa dal cantare e ballare su ogni singola canzone. Se in più volete unire il prezzo popolare del biglietto (5 euro) c’è da dire che non può che essere stata una gran bella serata, resa indimenticabile dall’energia (solita) del gruppo, sprigionata senza mai risparmiarsi e da quella loro simpatia che continua a colpire le orecchie ed i cuori di tutti.
Se gli Zen piacciono un motivo c’è.
Rimaniamo quindi in trepidante attesa per il nuovo lavoro… Nel mentre ricordiamo vi sono ancora delle date (del gruppo e del solo Appino) che vi aspettano in giro per lo stivale, alcune proprio con la band d’apertura. Il consiglio quindi è quello di muoversi ed andarseli a vedere, sempre e comunque, perché ne vale la pena, almeno per l’umore.

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